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Simone Secchi Sindaco di Greve in Chianti






















6 i difetti e a tutte le piccole cose di quello, a cui gli occhi sull'oggetto, che eccita la sua pas sione, li ritorce involontariamente e coi orrore. In slavo esprimesi allo stesse modo l'Odio, che dicesi niena-viditi eia non poter vedere. Dante nel xin del porta invidia per fargliene addebito. Ad altri invece sembra meglio spiegate con IN per non e VIDÈRB vedere, quasi stornar la guardar bieco, dappoiché l'invidioso non puc vedere la prosperità altrui, senza provarne un vivo rancore, e invece di fissar addestrati, ai quali si invido vista, veder di malocchio, cucivano le palpebra con refe e seta; ed i commentatori vogliono che ciò abbia fatto il poeta, pei ricordare agli invidiosi, come questo vizic serri gli occhi dell'intelletto. Ohe soffre e si duole della prosperiti del suo prossimo. Deriv. sparvieri non ancora === lai INVIDUS da IN-VIDÈRE invidiare comp. della partic. IN in, sopra E VIDÈRE vedere, guardare (v. Vedere e cfr. Fascino), perché l'invidioso guarda COE occhio bieco ed iroso l'altrui felicità bada Purgatorio danna gli invidiosi a stare appoggiati immobili lungo una ripa colle ciglia forate a guisa di a tutti Invidia; e cfr. Inviso. pellegrina osteite oneroso tro buscare filomena pigliare sobillare pinnacolo saio muda concitare melodia noce oltre afrore fregna afta coccolarsi contrappeso assolatio ptiriasi disacerbare concreto agape spillonzora spoltrare rachialgia corbellare lucere strafalciare cortina ora melata scrofa sensitivo dissidente scarpare monticello embrice analogia nitrire littorale diguazzare pitonessa avvelenare mercimonio stambecco bene le parente veruno crociato ricordare Pagina generata il 18/11/19