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1 ted Affé); dial. bret. m o un a bertuccia: mònna sp. e pori. mona signora e ber tuGcia (ed anche ubriachezza, come il antica forma sincopata di MADONNA, che un d 6 Ma i Satiri, che avean bevuto monne. (EEDI. Ditirambo. 46). Deriv. Monnerino; le bevande spiritose. Monninò-a; Monn!ne; Monnosino [sp. mono] == Gì-razioso, dioouso [quasi come una bertuccia]; Monnìiccia. a isonne, Si sdraiaron sull'erbetta Tutti cotti come anche Mona, che però differisce da Monna, in quanto la prima è usata solamente per la gran somiglianzà che esse hanno colPuomo. [Il francese ha pure guenon, che è dal? a. a. ted. winjà amica}. Però il Bullet in questo senso si preponeva al nome delle donne di civile condizione, passata che fosse la giovanezza: ma oggi non si userebbe che in scherzo o per dileggio. Vale anche Bertuccia, Scinda, e ciò secondo alcuni, nel significato scherzevole di Scimmia. « Cotto come una monna » == Briaco all'ultimo segno, « Pigliar la monna » == Ubriacarsi, e questo per Feffetto grandemente esilarante, che producono su queste povere bestiuole lo trae dal celi. MÒNES o MÒUNA scimia [che per verità debbono esser voci prese alle lingue romanze] e questo da MÒUNHIA muover le labbra senza suono, a foggia di chi parla sommessamente: la quale attitudine si lascia spesso osservare nelle scimmie (cfr. Bertuccia): ed alcuno pensa non doversi trascurare il cello (bret. e gali.) MON, che vale uomo e piccolo. Dicesi inganno latitante disposto repulsione pignolo confidenza giambo giubbilo ascesa ci diamine integro cerotto irrisoluto archetipo armistizio tannino mammola forfora martinella prosit piloro calabresella silenzio ponga agghiadare iucumone caldana nabissare consenso forfecchia ventosa palamite immagine ammantare storace stufa confricare cronaca turiferario dissanguare ammendare forasacco percezione mostarda olmo bimestre auriga esito scalo beccare dodo chele dura canovaccio Pagina generata il 26/03/17